Parte la musica, altissima; mi piace. Lei mi è sempre sembrata graziosa, quasi timida, ma appena mette il piede sullo step la voce le si trasforma in gola e diventa il verso di un animale: pare che le salga dai piedi, e ai piedi da ancora più giù, dall'inferno che l'ha generata. Grida "up" e tutti cominciano a muoversi; io li seguo simulando un'espressione tranquilla e partecipe, cazzo... ho più muscoli di tutte 'ste ragazzine messe insieme, ce la posso fare. La sadica aumenta il ritmo e urla come se ci detestasse; incrocia passi con l'evidente intento di farmi passare per un incrocio tra una vacca gravida e Clay Regazzoni; comincio a sudare. Dopo venti minuti faccio ribrezzo; la ragazza davanti a me è ancora pettinata, solo qualche goccia di sudore per provare a se stessa di stare facendo attività fisica; io sembro un cane bagnato, mi muovo in apnea e ho la sensazione di essermi mangiato il cuore e di essere sul punto di cagarlo. La sadica mi guarda sorridendo riflessa nello specchio, io le sorrido di rimando: "ce la faccio, sto bene, brutta stronza". Spero di svenire. Guardo il pavimento: mi si devono essere rotte le acque perché metà del mio peso corporeo è liquefatto sul pavimento e le mie scarpe ci sguazzano sopra; cerco di non scivolare fracassandomi gli incisivi sullo step. "Allargate le gambe!"... allargo le gambe... "giù il sedere!"... tiro giù il sedere e ho la netta sensazione di stare per partorire... "tenete la posizione!"... le ragazzine tengono la posizione come se un dio maledetto avesse concepito la loro struttura muscolare per non fare altro; io con la mente sono in una sala operatoria, una fortissima luce bianca sparata sull'uccello e un chirurgo che sta cercando di ricostruirmi l'inguine. Il mio cuore sta pompando immagini della mia vita, rallento e incrocio lo sguardo della sadica nello specchio, la bocca le si distorce in un sorriso e dice qualcosa, piano... non riesco a sentirla perché il fine ultimo del mio corpo è non schiattare sudato davanti a delle ventenni che stanno bevendo giusto un sorso d'acqua per significare di essere esauste, ma le sue labbra disegnano parole nell'aria, parole tonde, rallentate, soddisfatte... Ehi maiale, ti ho fatto il culo.
venerdì 4 marzo 2011
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40 commenti:
rido con le lacrime. voglio il video!
C'è stato un momento in cui avrei voluto andare a prendere il telefono per farmi una foto, perché una tale sprovveduta mancanza di pudore e di amor proprio andava documentata; ma non sarei mai arrivato cosciente all'armadietto.
Hai superato te stesso (credo, ma non ci scommetterei). Ora vado a fare la pipì, però :-D
una volta è successa una cosa simile anche a me. in una palestra milanese. sono quasi svenuta sul serio. e non ho mai più messo piede in un luogo di tortura simile.
ms: beata te, io me la sono quasi fatta addosso. quest'uomo e' un genio
Il dolore dà un senso di realtà alla convinzione immotivata di avere dei muscoli che sostengano il mio scheletro. Tutto qui.
Il dolore dà un senso di realtà a un mucchio di convinzioni immotivate, a dirla tutta.
(Spiccioli di filosofia)
quest'uomo è un genio. do il voto, non serve convincermi. e se non vi serve il mio voto, lo do dentro di me, e non mi impermalosisco, da quanto lo amo.
Concordo, ahimè: è di una genialità quasi chirurgica :-D
è da tanto che non ridevo cosi, dovresti fare lo sceneggiatore,
mentre ti leggo ti vedo benissimo e so che non stai esagerando.......ti adoro!
Precisa precisa la sensazione che ho avuto io nel corso della mia unica lezione di step. Ma identica, eh? A parte quella cosa del chirurgo che trafficava col mio uccello. Ma sono dettagli.
Ieri ha fatto Gag, gambe-addominali-glutei, e chi conosce un po' la terminologia porno può capire la mia delusione.
Chiedo a Dantès.
.. Beh, insomma... Non mi ha detto che non lo sa? Vatti a fidare degli uomini.
A parte i glicosaminoglicani o - più schifosamente nominati - mucopolisaccaridi, ho trovato una roba che mi sembra perfetta per la Gelmini, la Santanchè e vari prodi cavalieri, giusto per citare qualcuno.
Ecco, ora immagina che una palla di gomma non sia l'unica cosa utilizzabile e ci sei.
compro una vocale
non l'ho capita
me la spieghi?
a che punto è che devo ridere?
qui.
Come hai fatto a fare quella roba fantasmagorica!? Di nuovo! Un'altra!
Se ti propone di fare TB int. rifiutati. Io non mi sono mai più ripresa. Manu
Tu frequenti posti strani.
Questo blog è come un lenzuolo pulito.
«questa macchina è così nuova che viene voglia di pisciarci dentro» (Eddie Murphy, Beverly Hills Cop). che c'entra col lenzuolo pulito? associazione di idee. ti decidi a scrivere qualcosa? non "qualcosa" però, un post. di quelli meravigliosi che ti vengono così bene (sì, lo so, sono di una piaggeria vergognosa...)
Non vi basta sapere che sono in salute?
o in malattia
finché morte non vi separi.
Non so se è più struggente sapere che sei in salute eppure così zitto qui come un pesce sott'acqua o che stai affogando nella disperazione più bieca.
No, non è vero: è più struggente la seconda.
Comunque la melodrammaticità non fa per me: sulla durata dei toni sono un disastro.
Resurrezioni qui neanche a parlarne, eh?
Guarda che è tornata pure la Middle, anche se solo part-time.
Trasecolo.
Anch'io. A leggere il tuo Trasecolo.
tra-secoli leggeremo un nuovo post?
La ginnastica serale, quell'odore di sudore stanco, il neoprene sul pavimento che si attacca alla pelle, mi hai ricordato la palestra delle medie.
Non habemus post.
Finito di far ginnastica?
Io non so come fai a starci così comodo nel calzino della latitanza: io ci scalcio e ci faccio i buchi tra un po'.
Fosse per me arriverei al mio ultimo giorno in mutande con una birra in mano; fai tu.
Passa la bottiglia, non ti guardo. Posso fare burp zitto zitto?
Vedo, vedo nel tuo futuro... formaggi, bollicine e tartufo...
ma guarda, c'è vita qui dentro! (chi lo porta il tartufo?)
E vita?
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