Come sta il gatto? E' la domanda che ho sempre fatto quando ero lontano o in viaggio: se il gatto stava bene era tutto a posto. Io reggo bene i colpi della vita; non so se è sempre stato così o se ho imparato a farlo. Il mio punto debole è come un piccolo quadrato nascosto di pelle sensibile, un varco tra quello che lascio fuori e quello che ho dentro. Sembra manchi poco, e sto già preparando quel sorriso di accettazione infastidita che si rivolge a chi ti dice che era solo un gatto, senza capire che se affondi due dita in quel piccolo quadrato di pelle, se entri nella carne e afferri quel piccolo dolore, senti una resistenza, perché è come se a quel dispiacere ci fossero annodati tutti gli altri. E' come se in quel piccolo tumore ci fosse concentrato tutto il dolore che ho vissuto; come se questa sofferenza che sembra così insignificante fosse il mio modo di soffrire per tutto il male che conosco. E lo scrivo adesso che c'è ancora e ancora mi guarda, e in quegli occhi verdi si perdono i miei umori e i miei stati d'animo; lo scrivo adesso perché dopo non ne avrò voglia, perché dopo sarà un dolore solo mio, e ne avrò pudore perché sarà inspiegabilmente smisurato, e quando qualcuno mi dirà che era solo un gatto io lo guarderò senza alcuna voglia, né necessità, di farmi capire.
lunedì 3 gennaio 2011
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14 commenti:
...
Hai ragione. Punto. Dire altro sarebbe dire cazzate ed anche se mi riescono particolarmente bene, stavolta evito. Due abbracci. Uno ciascuno.
Ti sembrerà strano, ma anche io ho avuto una Pippi. Non posso più gurdare in fondo ai suoi occhi verdi dal 2004. Ma l'idea che in un posto e un tempo lontanissimi la Pippi che veveva con me condivida li spazio con la Pippi che viveva con te mi piace molto. Così come l'idea che i nostri gatti si conosceranno prima di noi. Il suo nome completo era Agrippina. Ma Pippi è Pippi, per sempre.
Filippo, in questi giorni sto cercando anch'io di prepararmi (accettare no, ad accettare non si riesce mai) a dire addio al mio Jimi, che in questo momento è nascosto dietro la mia sedia e ha l'aria di chi sa. sa che gli vogliamo bene, e quanto; sa che stiamo facendo di tutto per lui, anche le cose che pur riuscendogli sgradevoli sopporta senza neanche un miagolio di protesta. e sappiamo entrambi come vi sentite tu e Pippi. un abbraccio e una strusciata da noi due.
.. solo un abbraccio...Blue.
(bu!)
(Ché ieri - o avantieri? e vai a sapere... - dopo aver letto il post non sarei riuscita a commentare neanche se sottoposta a elettroshock o ipnosi)
(Ché, sia pure fuori topo questo è pur sempre un commento. O no? No-oo?)
è dal 7 sera (che non è un cioccolatino e se la capisci sei il genio – o il vecchio – che io penso tu sia) che cerco di commentare 'sto cazzo di post. però mi viene sempre un magone che levati. la mia si chiamava morgana...
ma se l'ho capita persino io...
va', va'...
Fi-liiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii-p-pooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
Niente. E' più struggente che urlare nel pozzo di Alfredino.
E' notte, sono appena tornato dalla clinica, ma il titolo non lo cambio.
Pensa che io non avevo capito che stava succedendo nel presente, credevo fosse il passato e il futuro traslato. Viva il mascara waterproof, tra te e Evaso oggi ci voleva proprio.
Bacio.
Ci si affeziona alle situazioni, agli oggetti, ai ricordi e addirittura alle persone, ma quello che ti regala un animale in termini emotivi non è paragonabile ad altro.
Né quello che ti insegna, se hai la sensibilità, l'umiltà e la semplicità di impararlo.
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