Volevo dedicarti questo post per dirti quanto mi diverti, quanto mi piacciono i tuoi occhi e quanto sono inspiegabilmente sicuro che nella vita avrai soddisfazioni e serenità. Volevo dirti di non essere spaventata, che le cose cambiano ed è una gran fortuna che lo facciano, che le persone restano anche quando partono, e che purtroppo non si finisce mai di dover combattere per le cose che pensiamo di meritare, anche se le meritiamo realmente; e non giudicare mai te stessa da quello che avrai raggiunto ma da come avrai provato a farlo. Volevo dirti che la quotidianità è comoda e pericolosa, che a volte l'ansia è vita, che arriverai a un punto in cui ti chiederai se andare avanti, restare ferma o tornare indietro, e quello sarà il momento di metterti a correre, senza infilare bilance in valigia, senza libri e senza pensare. E volevo dirti di non avere paura, ché ci sarà sempre qualcuno che risponderà quando chiamerai, e avrai sempre qualcuno da far sorridere. E volevo dirti tante altre cose, ma ora mi piove in casa e il portatile mi sta cuocendo i coglioni. Però ti prego, piantala di chiamarmi per dirmi che ti uccidi.
venerdì 24 dicembre 2010
Valentina
Volevo dedicarti questo post per dirti quanto mi diverti, quanto mi piacciono i tuoi occhi e quanto sono inspiegabilmente sicuro che nella vita avrai soddisfazioni e serenità. Volevo dirti di non essere spaventata, che le cose cambiano ed è una gran fortuna che lo facciano, che le persone restano anche quando partono, e che purtroppo non si finisce mai di dover combattere per le cose che pensiamo di meritare, anche se le meritiamo realmente; e non giudicare mai te stessa da quello che avrai raggiunto ma da come avrai provato a farlo. Volevo dirti che la quotidianità è comoda e pericolosa, che a volte l'ansia è vita, che arriverai a un punto in cui ti chiederai se andare avanti, restare ferma o tornare indietro, e quello sarà il momento di metterti a correre, senza infilare bilance in valigia, senza libri e senza pensare. E volevo dirti di non avere paura, ché ci sarà sempre qualcuno che risponderà quando chiamerai, e avrai sempre qualcuno da far sorridere. E volevo dirti tante altre cose, ma ora mi piove in casa e il portatile mi sta cuocendo i coglioni. Però ti prego, piantala di chiamarmi per dirmi che ti uccidi.
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5 commenti:
Io intanto questo discorso me lo tengo. Si sa mai.
Ho mentito così spudoratamente che se ne accorgerà.
Quasi quasi vado all'anagrafe e chiedo se mi fanno cambiare nome.
Bella la parte dei coglioni cotti, anche.
Siccome sono in giro per blog(s) a spargere serenità, ne spargo un po' anche qui. Poi vedi tu, insomma. Comunque volevo uccidermi anch'io, ma domani lavoro e non mi par bello far fare il doppio turno a qualcuno che non lo merita. Che io sono uno che agli altri ci pensa. Ecco.
Ieri sera ho chiamato e nessuno mi ha risposto ..piu' volte .
Domanda ? Ma quando la quotidianità è ansia, quando quello che reputi in modo dittatoriale è innegabilmente GIUSTO e combatti senza armi con gli occhi stanchi di vedere lingue lunghe fradicie di finta intelligenza, quando sai che ONE WAY è l'unica via possibile e ti rendi conto che ci stai correndo da sola urlando "di qua cazzo di qua !", quando vedendo il male vorresti solo che gli esplodesse la patta gonfia e prostatica.... e il dubbio si insinua dentro cosa ti resta da fare ? e... Perchè l'inettitudine mi si paventa in tutto il suo splendore. Perchè il capitano quando sa che la nave affonda deve rimanere come un coglione attaccato all'albero maestro ? io sono solo un marinaio che ha paura di morire.
Ammaino la bandiera.
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